Un grave episodio di inquinamento ha colpito il Naviglio Grande, dove una scia oleosa estesa per 28 chilometri, composta prevalentemente da gasolio e oli esausti, è arrivata da Magenta fino alla Darsena di Milano. L’allarme è scattato nella giornata di venerdì durante dei lavori sulla rete fognaria a Ponte Nuovo di Magenta, quando è stata notata l’imponente massa di idrocarburi. Per ragioni di sicurezza sono state subito bloccate la navigazione turistica, la pesca e l’irrigazione dei campi, chiudendo le bocche delle roggie a sud di Milano per evitare che l’inquinante entrasse nei terreni agricoli.

I soccorsi hanno richiesto un intervento coordinato tra Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Consorzio Villoresi, Arpa, Città Metropolitana e Comuni coinvolti. Per frenare la corsa del materiale sono state posizionate sette dighe mobili e panne drenanti lungo i vari comuni attraversati (tra cui Gaggiano, Trezzano e Robecco) fino alla zona milanese di San Cristoforo e alla chiusa di via Conchetta, consentendo così di deviare e contenere gran parte della sostanza.

I danni alla biodiversità locale e alla fauna si preannunciano pesanti. Le guardie del nucleo ittico venatorio e diversi cittadini si sono mobilitati per mettere in salvo le specie colpite; un cigno reale completamente cosparso di idrocarburi è stato recuperato e affidato alle cure del centro Lipu La Fagiana di Magenta, mentre altri volatili non sono sopravvissuti all'esposizione chimica.