La sostanza ha raggiunto la Darsena, dove è stato avvertito un forte odore di olio esausto. Installate sette barriere di contenimento. Ecco cosa sta succedendo
Il danno ambientale è già «sicuramente grande», con conseguenze «pesanti alla fauna ittica e non solo». A dirlo è Claudio De Paola, direttore del Parco del Ticino, intervenuto sullo sversamento della sostanza oleosa nel Naviglio Grande, nel Milanese. L’emergenza riguarda una chiazza che ormai si estende per circa 28 chilometri e che ha raggiunto anche la Darsena. «Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati», ha spiegato De Paola, riferendo che la Lipu sta cercando di curare un cigno rimasto imbrattato. Per il direttore del Parco sarà necessario «un grosso intervento per risanare il più possibile» le aree colpite. Nel frattempo, il Consorzio Villoresi avrebbe già incaricato una società specializzata nelle bonifiche.
L’intervento per limitare i danni
L’area più delicata è quella compresa tra il Naviglio Pavese e la Darsena. I vigili del fuoco di Milano hanno impiegato cinque mezzi e, insieme al Comune e alla Città Metropolitana, hanno predisposto diverse barriere per intercettare la sostanza. Alla Canottieri Milano sono state installate sette barriere di contenimento, comprese panne assorbenti e sbarramenti più profondi per fermare anche le alghe che hanno trattenuto parte della materia oleosa.










