Pesanti danni alla biodiversità, con la fauna ittica e gli uccelli colpiti. Accanto alle conseguenze ambientali, c’è il rischio di danni anche all’agricoltura, nonostante le rogge irrigue siano state chiuse. Si continua a lavorare per contenere lo sversamento di oli – probabilmente gasolio – avvenuto ieri, sabato 4 settembre, nel Naviglio Grande e nel Naviglio Pavese, nel Milanese. Sversamento che oggi ha raggiunto i 28 chilometri, e che ha avuto origine nel Magentino.
Da quanto ha precisato l’assessore alla Protezione civile del Comune di Milano, Marco Granelli, che sta coordinando gli interventi insieme al Consorzio Villoresi, che gestisce i due corsi d’acqua, e Città metropolitana, l’inquinamento da idrocarburi è avvenuto a Ponte Nuovo, frazione di Magenta, cittadina a Est del capoluogo lombardo, dove si concentra la maggior parte dello sversamento. L’incidente, da quanto è stato ricostruito, è nato durante un intervento alle fognature dove, però, quelle sostanze non avrebbero dovuto esserci, anzi, l’intervento pare sia scattato proprio per il ripristino della rete fognaria bloccata. Ora Arpa, Comune, e Consorzio stanno cercando di capire da dove sia giunto il grande quantitativo oleoso.










