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Una sveglia per Milano arrivata con il 'mare nero' e unto che dal Naviglio Grande arrivava fino alla Darsena e un forte odore di olio frusto. Ha infatti provocato una scia di inquinamento estesa per 28 chilometri da Magenta alla città, e «danni pesanti alla biodiversità» lo sversamento di idrocarburi - prevalentemente gasolio e oli esausti - che ieri pomeriggio ha fatto scattare l’allarme.L’emergenza è stata affrontata a tutti i livelli, dai Vigili del fuoco ai Comuni di Milano e Magenta, dal Consorzio Villoresi all’Arpa e alla Città metropolitana, ed è stata contenuta a fatica. Dopo un primo tentativo di bloccare subito la fuoriuscita, ieri pomeriggio, dalle fogne a Ponte Nuovo di Magenta (Milano), circoscrivendola entro quel tratto di canale, si è poi riusciti a contenerla con un esteso intervento multiplo di 'panne' drenanti in ben sette dighe mobili tra Gaggiano, Trezzano sul Naviglio, Robecco sul Naviglio, in provincia, e a Milano nella zona di San Cristoforo, mentre la navigazione sportiva e turistica, la pesca, e l’irrigazione dei campi a Sud di Milano (chiuse le bocche delle roggie per evitare che vi entrassero gli inquinanti), sono state tutte bloccate per motivi di sicurezza.