POTENZA – L’olivicoltura della Basilicata entra ufficialmente in uno stato di massima allerta fitosanitaria e finanziaria. I produttori lucani lanciano l’allarme. Una crisi senza precedenti, aggravata dal primo pericoloso ritrovamento di un caso di xylella su una pianta di mandorlo nell’agro di Matera. Una minaccia biologica che rischia di devastare il patrimonio arboreo locale. A fronte di ciò, il Collegio Provinciale dei Periti Agrari di Matera sollecita l’istituzione immediata di una task force operativa regionale multidisciplinare. L’obiettivo è unire competenze scientifiche e organizzative per blindare i confini agricoli ed evitare la proliferazione del contagio.
La nuova campagna olearia parte in salita per gli olivicoltori lucani
Mercato debole, prezzi sotto pressione, costi di produzione sempre più elevati, siccità e ora anche l’allerta xylella compongono un quadro che preoccupa fortemente Oprol Basilicata. L’organizzazione dei produttori olivicoli lucani lancia l’allarme: il rischio è che le difficoltà accumulate nella precedente campagna finiscano per condizionare pesantemente anche quella alle porte. A pesare sono innanzitutto le oltre 1.500 tonnellate di olio sfuso ancora stoccate in Basilicata. A queste si aggiungono circa 1.200 tonnellate in provincia di Potenza e oltre 300 in quella di Matera. Una quantità significativa di prodotto invenduto che immobilizza risorse finanziarie e mette i frantoi nella condizione di dover affrontare la nuova raccolta con una capacità di spesa ridotta.













