MATERA – L’ombra cupa della Xylella fastidiosa si allunga sulla Basilicata. La malattia che colpisce in particolar modo gli ulivi, presente in Puglia dal 2013, nelle ultime ore è segnalata anche nelle terre lucane. A confermarlo è l’assessore regionale alle Politiche Agricole, Carmine Cicala, precisando che al momento si tratta di un caso isolato, riscontrato su una pianta di mandorlo in contrada Ciccolocane, nell’agro di Matera, al confine con Altamura.
La positività alla malattia, per la quale non esiste una cura o un trattamento definitivo in grado di eliminare il batterio una volta che la pianta è infettata, è stata individuata grazie all’attività di monitoraggio dell’Ufficio Fitosanitario regionale, avviata nel 2013, anno della comparsa della Xylella nel Sud Italia, e intensificata dal 2024 nelle aree di confine con la Puglia, a seguito dei ritrovamenti della sottospecie multiplex nei territori limitrofi. L’esito delle analisi dei laboratori dell’Alsia Metapontum Agrobios lo ha confermato il Crea Difesa e Certificazione di Roma.
La pianta, rimarcano ancora dalla Regione, si trova nella zona cuscinetto già sottoposta a sorveglianza. La sottospecie identificata in Basilicata è quella definita “multiplex”, distinta dalla “pauca”, responsabile del disseccamento rapido degli ulivi in Puglia. La “multiplex”, infatti, presenta caratteristiche diverse dalla pauca e può interessare un’ampia varietà di specie vegetali. Tra le piante ospiti figurano diverse colture agricole, come quelle del genere Prunus, a cui appartiene anche il mandorlo, oltre al fico. Il batterio può però interessare anche numerose specie spontanee e ornamentali. Tra queste mirto, alloro, lavanda, cisto, ginestra, sughera, lentisco e asparago selvatico, oltre ad acacie, aceri e robinie. Un elemento che rende particolarmente importante il monitoraggio non solo delle colture, ma anche della vegetazione spontanea nelle aree interessate.












