Il punto non sono le dieci ragazze dietro Sfera Ebbasta. Il punto è il modello che continuiamo a rendere desiderabile.

Si parla moltissimo di emancipazione femminile, di stereotipi di genere, di educazione affettiva. Poi, però, una parte della cultura mainstream continua a proporre alle ragazze un messaggio molto più semplice e immediato: la bellezza, il corpo e la vicinanza alle persone giuste possono diventare una forma di accesso. Ai soldi, agli eventi, ai locali, alla visibilità, a un certo mondo.

Non è nemmeno un fenomeno nuovo.

Quando ero più giovane esistevano le hostess agli eventi, le ragazze immagine nei locali, le presenze femminili selezionate per accompagnare determinate serate. A Milano ancora oggi esiste un sottobosco molto organizzato di recruitment, anche attraverso gruppi WhatsApp, per cene, tavoli ed eventi dove alle ragazze viene sostanzialmente chiesto di essere belle, presentabili e presenti.

È cambiato il linguaggio, forse. Non necessariamente il meccanismo. E qui secondo me c’è una domanda molto più interessante del giudizio su Sfera Ebbasta: che idea di emancipazione stiamo consegnando alle ragazze più giovani?