Fino alla fine del secolo scorso ammiravamo sulle copertine dei settimanali corpi fotografati in pose prevalentemente frontali. Mentre oggi i social, promuovendo vari tipi di inquadrature, hanno introdotto una prospettiva a 360 gradi
di
Antonella Baccaro
Se dovessi riassumere qui, in due parole, a chiusura di questa stagione balneare, cosa divida vecchie e nuove generazioni di donne in fatto di costumi da bagno, direi che è ciò che ognuna ha deciso di scoprire del proprio corpo.
Ci pensavo l’altro giorno, mentre, in spiaggia, mi ostinavo a riparare ogni centimetro di pelle dal sole. Accanto a me, una panterona bionda, dal fisico ancora prestante, si è disinvoltamente tolta il pezzo superiore del bikini, sdraiandosi languidamente a seno nudo. Tutt’intorno, ragazze ben tornite guadagnavano il bagnasciuga offrendo al mio sguardo le terga, coperte esclusivamente dal filo di un tanga, che si trattasse di un sedere scolpito o di un posteriore cellulitico, in un inno alla body-positivity.








