In che modo le donne guardano e desiderano il corpo maschile? Quanto lo sguardo femminile sugli uomini è ancora condizionato da norme sociali e culturali? E che ruolo giocano personalità e status nell’attrazione? È per rispondere a queste domande — ancora in gran parte poco esplorate nelle scienze umane — che l’antropologa Morgane Tocco ha condotto la sua ricerca di dottorato. Per tre anni ha intervistato oltre 80 donne tra i 18 e gli 85 anni, analizzando il modo in cui osservano e vivono il rapporto con la fisicità maschile, sia in pubblico sia in privato. I risultati sono confluiti nel libro Moi aussi je te regarde (Éditions du Détour, 2026). Ne emerge una consapevolezza diffusa: molte riconoscono di essere storicamente oggetto del male gaze, ma raccontano anche di non sentirsi sempre libere o legittimate a restituire quello sguardo, né a esprimere apertamente apprezzamento e desiderio nei confronti della controparte.

Cosa l’ha portata a indagare su questi temi?

“Ho percepito una discrepanza tra la mia esperienza di donna eterosessuale e la scarsa rappresentazione del corpo maschile come oggetto di sguardo e desiderio femminile. Nel campo delle scienze umane e sociali mi ha colpito l’assenza di studi su questo argomento. Ho quindi ritenuto importante svolgere una ricerca sul campo per dare voce a queste esperienze”.