Sono giorni – sei giorni, da quando la non notizia che uno scrittore vivo aveva dato della cessa a una scrittrice morta è diventata notizia spalmata su ogni giornale – che assisto a una rimonta nella gara per l’espressione più stupida dell’anno. Che sarebbe come sempre stata «solo in Italia», e invece rischia di venire superata da «solo alle donne».
Sono giorni che penso da dove cominciare, per analizzare la stupidità del concetto che attribuisce alle donne qualità speciali – quelle di oggetto d’insulti, quelle di superficialmente catalogate nella società dell’immagine – che esse neanche lontanamente detengono in esclusiva.
Sarà il caso di cominciare dai miei impegni della prossima settimana? Dal nuovo libro di Emiliano Morreale? Dall’anagrafe? Da cosa sia uno scrittore o una scrittrice, da come li si distingua da un[’]influencer? Dal Washington Post di venerdì? Da un giocatore di golf che non avevo mai sentito nominare?
Rory McIlroy è un giocatore di golf dell’Irlanda del Nord, e domenica era su un campo a Southhampton, quando si è sentita la voce di un heckler. Heckler è una parola del mondo di prima: sono quelli che ti urlano qualcosa dalla platea, a un concerto o a uno spettacolo, per insultarti o disturbarti, per farsi notare. Era un’usanza di quando non c’illudevamo d’essere puro spirito vivendo sull’internet, di quando ci mettevamo i corpi.






