Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 17:59

“Mi faccio ancora portavoce e dico che non bisogna stare zitti. Denunciamo: forse uno non fa la differenza, ma se siamo in tanti forse qualcosa cambierà“. Elisa Molinarolo non si nasconde mai quando c’è da parlare di body shaming nello sport, in particolare nell’atletica. Poco più di un anno fa, dopo uno splendido sesto posto nella finale del salto con l’asta alle Olimpiadi di Parigi 2024, denunciò i commenti sul fisico e le offese ricevute sui social: non solo pubblicamente, ma anche in tribunale. Il suo caso è stato archiviato: “Chi mi offende per il fisico la passa liscia“, raccontò Molinarolo con tanta delusione pochi mesi dopo. Oggi però l’atleta azzurra, 31 anni e tre volte campionessa italiana di salto con l’asta, rivendica quel gesto e lo considera comunque fondamentale per continuare a combattere il body shaming e aiutare le nuove generazioni di atlete: “Alla fine sono stata anche in diretta tv, ci sono stati articoli su giornali importanti, e quindi l’obiettivo di parlare di questo argomento è stato raggiunto”.

Molinarolo ha affrontato queste tematiche durante un’intervista a OA Focus, trasmissione che va in onda sul canale YouTube di OA Sport. “È una vita che mi sento dire che ho il fisico sbagliato, perché quando facevo ginnastica ero troppo alta, poi ero troppo grassa“. La giovane veronese infatti aveva cominciato con la ginnastica artistica, poi è passata alla pedana del salto con l’asta: “Fortunatamente nell’atletica ho trovato Marco Chiarello, che è il mio allenatore dal primo minuto in cui ho messo piede in campo. È stata una delle mie grandi fortune, perché non ha mai forzato la mano su questo argomento, appena ha percepito che per me l’alimentazione ed il mio corpo erano un argomento un pochettino delicato, non si è mai permesso di entrare a gamba tesa come invece hanno fatto nella ginnastica per anni”.