A Pietracatella si sta per aprire una settimana cruciale per il duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, morte avvelenate dalla ricina. In Questura a Campobasso si attende la possibile audizione del nuovo testimone, il marito dell’insegnante amica di Gianni Di Vita, mentre sarebbero prossimi i risultati del Robert Koch Institut sui reperti con il veleno. La Procura di Larino, guidata da Elvira Antonelli, procede contro ignoti mentre si valuta anche la pista passionale.
Pietracatella, la settimana cruciale
Ricina, atteso il possibile testimone chiave
I risultati ufficiali degli esami
Pietracatella, la settimana crucialeQuella che sta per iniziare è potenzialmente la settimana decisiva per l’inchiesta sul duplice omicidio di Pietracatella, il caso che dallo scorso dicembre tiene sotto i riflettori la provincia di Campobasso.Al centro della vicenda ci sono le morti di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia quindicenne Sara Di Vita, decedute dopo essere state avvelenate con la ricina, sostanza tossica di origine vegetale.ANSALe due donne erano moglie e figlia dell’ex sindaco Gianni Di Vita, che la Procura di Larino considera parte lesa e non indagato nel procedimento, tuttora aperto contro ignoti per omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dall’uso di un veleno.Ricina, atteso il possibile testimone chiaveNelle prossime ore la Squadra Mobile di Campobasso potrebbe convocare per sommarie informazioni un uomo finora rimasto ai margini delle cronache.Il nuovo testimone dovrebbe essere il marito dell’insegnante amica di Gianni Di Vita, tecnico di laboratorio in forza all’Istituto agrario di Riccia, la stessa struttura in cui la moglie insegna.









