A otto mesi dalla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, avvelenate con la ricina nella loro casa di Pietracatella, in provincia di Campobasso, l’inchiesta della Procura di Larino resta formalmente contro ignoti. Nelle ultime settimane gli accertamenti hanno però subito un’accelerazione, fra nuove testimonianze, l’analisi dei dispositivi elettronici e le perizie affidate a un istituto tedesco.
Giallo di Pietracatella, il confronto in Questura e le persone ascoltate
I dispositivi sequestrati e la ricostruzione dei mesi precedenti
Gli esami di Berlino e i due filoni dell'indagine
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