Otto mesi dopo la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, l’inchiesta sulla ricina a Pietracatella entra in una fase nella quale gli investigatori sembrano voler mettere ordine tra testimonianze e rapporti fra le persone: le ultime convocazioni indicano che la Procura di Larino e la Squadra mobile di Campobasso stanno cercando di capire se, all’interno della cerchia di conoscenze della famiglia, ci sia un elemento finora sfuggito. Possibili contraddizioni fra le versioni delle persone sentite potrebbero aprire la strada a nuovi sviluppi. Di indagati, va ricordato, non ce ne sono.
Caso ricina a Pietracatella, ultime notizie
Giallo della ricina, a caccia di un movente
Gianni e Alice Di Vita mai in contatto con la ricina
Caso ricina a Pietracatella, ultime notizieUno dei passaggi più attesi è l’audizione del marito della docente di matematica già ascoltata dagli investigatori.La convocazione, già prevista per i giorni passati, è stata rinviata e potrebbe essere recuperata nei prossimi giorni, già forse lunedì 24 agosto.ANSANella foto: Gianni Di Vita, padre e marito delle due donne morte avvelenate con la ricina a Pietracatella nello scorso dicembre.La sua testimonianza potrebbe servire soprattutto a verificare quanto già emerso dagli interrogatori precedenti. La donna e Gianni Di Vita, infatti, sarebbero entrati in contraddizione su alcuni aspetti considerati importanti dagli inquirenti. Da qui la decisione di sottoporli a un lungo confronto.Il fatto ha alzato il livello dell’interesse dei media, ma fino a prova contraria potrebbe trattarsi solo di confusione fra ricordi che riguardano eventi ormai non più recentissimi. Le prossime audizioni serviranno proprio a capire cosa ci sia alla base delle incongruenze.Gli investigatori hanno la necessità di ricostruire in maniera scientifica rapporti, frequentazioni, incontri e circostanze che riguardano le persone più vicine alla famiglia Di Vita-Di Ielsi.







