l’analisiSegui Domani su Google06 settembre 2026 • 21:33Poiché il governo nasceva da un baricentro collocato a destra, in molti si attendevano una perdita di consensi verso il centro: una componente moderata dell’elettorato, inquieta di fronte all’inefficacia del governo su certe riforme o a certe sortite troppo identitarie, avrebbe dovuto cercare rappresentanza altrove. È accaduto, semmai, il contrarioLa politica è il regno dell’imprevedibilità sia per i protagonisti che per gli osservatori. Si deve essere onesti: nessuno, appena sei mesi fa, avrebbe immaginato che la maggioranza di centrodestra potesse trovarsi con un problema alla propria destra. Né che il nome di Roberto Vannacci potesse diventare il segnale politico di una domanda più ampia, capace di misurarsi nei sondaggi intorno al 7-8 per cento. La questione oggi spiazza tutti. Di fatto, per molto tempo l’ipotesi dominante tra analistLorenzo CastellanipolitologoLecturer presso la LUISS School of Government e docente di storia delle istituzioni politiche presso la LUISS Guido Carli. I suoi ultimi libri sono L’ingranaggio del potere e Sotto scacco.
Altro che centro, gli errori di Meloni davanti a Vannacci
Poiché il governo nasceva da un baricentro collocato a destra, in molti si attendevano una perdita di consensi verso il centro: una componente moderata dell’elettorato, inquieta di fronte all’inefficacia del governo su certe riforme o a certe sortite troppo identitarie, avrebbe dovuto cercare rappresentanza altrove. È accaduto, semmai, il contrario







