Ernesto Galli della Loggia sul Corriere pone una domanda seria e dà, secondo me, una risposta sbagliata. La domanda è questa: che cosa sta succedendo alle democrazie occidentali? La socialdemocrazia perde consensi, il centro cristiano anche, avanzano destre nazionaliste, sovraniste, populiste. E su questo c’è poco da obiettare. Anzi, bisognerebbe che soprattutto noi, che ci diciamo progressisti e riformisti, smettessimo di consolarci attribuendo ogni sconfitta all’ignoranza degli elettori.

Se AfD cresce in Germania, Marine Le Pen in Francia, Roberto Vannacci in Italia, se Donald Trump ha conquistato due volte la Casa Bianca, evidentemente esiste una domanda politica alla quale le democrazie liberali non stanno rispondendo. Sicurezza, immigrazione, identità, salari, paura del declino, solitudine davanti alla trasformazione tecnologica. La sinistra a volte ha risposto con un vocabolario incomprensibile; il centro, quando è andata bene, con un convegno.

Fin qui Galli della Loggia pone problemi veri. Poi però sostiene che, davanti alla crisi della sinistra e del centro, la cultura liberale sarebbe finita quasi naturalmente a destra e che proprio la destra italiana rappresenterebbe un argine alle nuove formazioni sovraniste e populiste, alludendo a Meloni senza mai citarla.