«Aspettiamo di vedere cosa succede, perché si deve valutare caso per caso la scarsità delle risorse». Il sindaco di Lecce, Adriana Poli Bortone, sceglie la linea della prudenza sulle concessioni balneari e ribadisce la volontà dell’amministrazione comunale di attendere che il quadro normativo e giurisprudenziale diventi più chiaro prima di avviare le gare. A riaccendere il confronto tra maggioranza e opposizione è stata la nuova sentenza del Consiglio di Stato, citata dall’ex sindaco Carlo Salvemini per rivendicare la correttezza della posizione assunta durante il suo mandato: disapplicare le proroghe automatiche e mettere le concessioni a bando.
La prima cittadina, però, insiste sulla necessità di verificare preliminarmente se sul territorio esista davvero una disponibilità limitata di aree costiere: «C’è il 60 per cento della costa salentina libera, secondo gli studi fatti. La Bolkestein è vecchia di vent’anni. Salvemini, bene o male, ha tanto tempo per scrivere. Tutti insistono sulla valutazione della scarsità delle coste disponibili: va verificato questo e non mi sembra che da noi sia scarsa la costa», afferma Poli Bortone. È la linea contenuta anche nella mozione approvata in Consiglio comunale dalla maggioranza, ad aprile, quando la minoranza ha abbandonato l’aula.









