Giorgia Meloni ha scelto Bari per celebrare il governo più longevo della storia repubblicana. Scelta simbolica, certo. Anche curiosa, però. Perché il capoluogo, per il centrodestra, non è esattamente terra di conquiste recenti. L’ultimo sindaco di quell’area politica è stato Simeone Di Cagno Abbrescia. Poi (dal 2004) sono arrivati due mandati di Michele Emiliano, due di Antonio Decaro e ora il primo di Vito Leccese. In mezzo, il doppio giro di Emiliano alla Regione e la recente nomina di Decaro.

E allora la domanda viene da sé: la scelta di Meloni è solo una tappa nazionale o dentro c’è anche un messaggio politico locale? Naturalmente siamo nel campo delle ipotesi. Ma qualcosa si muove. Anche perché il centrodestra barese ha un problema diventato quasi una tradizione: scegliere il candidato quando a sinistra hanno già cominciato a contare i voti. Alle ultime amministrative il leghista Fabio Romito ha costruito la sua campagna elettorale in pochi mesi. Una campagna «coraggiosa» ma accompagnata dalla sensazione di una corsa cominciata mentre la coalizione stava ancora cercando la linea di partenza. Oggi è coordinatore dell’opposizione in Consiglio comunale e consigliere regionale, continua a presidiare il territorio e il suo nome resta sul tavolo. Si ricandiderà? Possibile. Ma difficilmente accetterebbe un’altra candidatura last minute.