Il calendario, stavolta, diventa potere. Domani, 4 settembre 2026, alle 18, il nuovo Terminal Crociere del porto di Bari farà da palcoscenico a Giorgia Meloni e ai principali esponenti della maggioranza: 1.413 giorni dal giuramento del 22 ottobre 2022, il governo più longevo della storia repubblicana. Mare, sole, bandiere, discorsi. E un numero trasformato in manifesto elettorale per la lunga corsa verso il 2027.
Il sorpasso si gioca sul filo di tre giorni, mica di tre anni. Il secondo governo Berlusconi esercitò pienamente le proprie funzioni per 1.409 giorni; contando anche l’ordinaria amministrazione dopo le dimissioni, arrivò a 1.412. La ricostruzione di Pagella Politica consegna dunque a Meloni due primati: quello sostanziale era già acquisito, quello formale scatta dal 3 settembre. Un dettaglio da ragionieri? Sì. Ma nella politica italiana anche una casella del calendario può diventare un monumento.
La durata conta perché l’Italia repubblicana ha consumato governi, maggioranze, formule, alleanze e quant’altro con una velocità diventata quasi carattere nazionale. Quasi quattro anni con la stessa coalizione non sono una faccenda ordinaria. E per Meloni valgono doppio: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia non si sono sfasciati come molti prevedevano all’inizio della legislatura; la presidente del Consiglio, arrivata a Palazzo Chigi dopo una vittoria elettorale netta, ha tenuto insieme il tavolo.











