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Giorgia Meloni a Bari celebra il governo più longevo della storia repubblicana (1.413 giorni). Ma non è solo l'occasione per elencare le cose fatte, è anche il momento che di fatto sancisce con buon anticipo l'apertura della campagna elettorale, con uno sguardo alle cose ancora da fare, disegnando il percorso della prossima legislatura. "Non ho mai mollato e mai mollerò", tuona dal palco allestito al porto del capoluogo pugliese. La piazza è gremita, la premier arriva sulle note di "Ma il cielo è sempre più blu" di Rino Gaetano. Dopo pochi minuti è costretta a frenare gli applausi, perché "l'intervento è lungo, qua facciamo le nove". Chiarisce subito che non è lì per far festa. Certo, ricorda i cambiamenti apportati al Paese dall'ottobre 2022 a oggi, ma ammette: "So benissimo che su alcune materie la discontinuità che gli italiani chiedevano ancora non si vede come dovrebbe e su altre le risposte non arrivano velocemente o forse non bastano. Non pensate mai che a noi manchi la volontà politica o il coraggio. Per carità, sbagliamo come tutti, ma quello che stiamo cercando di fare non è facile: scardinare incrostazioni di potere vecchie di decenni, convincere una Nazione rassegnata che vale la pena tornare a crederci. Non è facile, richiede tempo, pazienza e una montagna di coraggio". Confessa che "ci sono stati giorni in cui mi è sembrato di nuotare dentro la colla, però non ho mollato e non intendo farlo adesso. Alla nostra classe dirigente voglio dire: dobbiamo fare di più e meglio". E indica una delle cose da fare: "Gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi, ragione per cui intendiamo perseverare. Non molleremo su questo. Noi vogliamo essere il governo di chi lavora e si impegna, quello dei fannulloni e dei privilegiati lo lasciamo volentieri ad altri". Riferimento implicito al Movimento 5 Stelle e ai governi di Giuseppe Conte che avevano come provvedimento bandiera il reddito di cittadinanza.












