Il lavoro a Ferrara non solo pesa meno in busta paga: dura anche meno rispetto alle aree più produttive dell’Emilia-Romagna. Con 245 giornate retribuite medie nel 2024, la provincia estense è infatti terzultima in regione, davanti soltanto a Forlì-Cesena (244,4) e Ravenna (240,1). E il confronto con le province emiliano-romagnole più industrializzate allarga ulteriormente la forbice: Reggio Emilia arriva a 259 giornate, Modena a 258,5 e Bologna a 257,7.

È la fotografia scattata dall’Ufficio studi della Cgia sui dati Inps, che mette in fila una distanza territoriale fatta di giorni lavorati, stipendi e produttività. A Ferrara la retribuzione media lorda annua è di 22.209 euro, con una paga giornaliera di 90,66 euro. Parma arriva a 28.747 euro, Modena a 28.731, Bologna a 28.672 e Reggio Emilia a 27.772. Anche Piacenza, con 25.197 euro, resta davanti. Ferrara è invece sopra Ravenna, che si ferma a 23.836 euro, e Forlì-Cesena, a 22.961. Il dato provinciale va però letto dentro un contesto regionale decisamente più favorevole. L’Emilia-Romagna è infatti la seconda regione italiana per retribuzione media annua, con 26.377 euro, alle spalle soltanto della Lombardia, che arriva a 30.384 euro. E la distanza rispetto a Ferrara supera i quattromila euro. Sul fronte della produttività, inoltre, l’Emilia-Romagna è quinta in Italia, con 46,01 euro di valore aggiunto per ora lavorata, il 6,5% in più rispetto alla media nazionale.