In Umbria si lavora più a lungo che in gran parte delle regioni vicine, ma le buste paga restano lontane dalla media nazionale. È uno dei paradossi che emerge dall’analisi dell’Ufficio studi della Cgia sui dati Inps relativi al 2024: i dipendenti umbri hanno totalizzato mediamente 251,3 giornate retribuite, quasi cinque in più rispetto alla media italiana di 246,5. Eppure la retribuzione media annua si è fermata a 21.915 euro, contro i 24.486 euro nazionali.
L’Umbria si colloca così al 12° posto tra le regioni italiane per stipendio medio giornaliero, con 87,20 euro, ma soprattutto mostra un numero di giornate lavorate superiore a quello di diverse realtà economicamente più ricche. La Toscana, ad esempio, si ferma a 249,6 giornate, le Marche a 244,4 e l’Abruzzo a 235,7. La Basilicata arriva a 229.
Il confronto con le regioni vicine è significativo anche sul fronte delle retribuzioni. La Toscana paga mediamente 23.188 euro lordi l’anno, le Marche 21.740, l’Abruzzo 20.339 e la Basilicata 18.922. L’Umbria è dunque davanti ad Abruzzo e Basilicata e praticamente allineata alle Marche, ma resta a oltre 2.500 euro dalla Toscana.
A livello provinciale, però, il quadro si divide in due. Terni presenta una retribuzione media annua di 21.961 euro, appena superiore a quella di Perugia, 21.901 euro. La provincia ternana registra anche più giornate retribuite: 253,1 contro 250,8. In entrambe le province, tuttavia, la paga giornaliera resta sotto i 90 euro: 86,76 euro a Terni e 87,33 a Perugia.














