Nel 2024 le famiglie umbre hanno accantonato 1,208 miliardi, pari a 1.418,11 euro per abitante: quasi 500 euro in meno della media italiana, che è di 1.917,58, e oltre 330 euro in meno della media del Centro (1.751,74). È il primo dato dell’analisi di Unioncamere e del Centro Studi delle Camere di commercio Guglielmo Tagliacarne, fulcro dell’informazione economica camerale, sviluppata per l’Umbria nella collaborazione con la Camera di Commercio. Il numero decisivo è la propensione al risparmio: la quota del reddito disponibile lordo non assorbita dai consumi finali. In Italia è salita dal 7,55% del 2019 all’8,28% del 2024. Il Nord arriva al 9,73%, il Centro al 7,28%, il Sud e Isole al 6,08%. L’Umbria si ferma al 6,30%: meglio del 5,62% del 2019, ma ancora ben sotto la media nazionale e sotto le altre regioni centrali. Anche l’ammontare complessivo mostra il peso dei divari. Il risparmio lordo italiano vale 113,055 miliardi di euro. Il Nord ne concentra 71,189 miliardi, pari al 62,97%, con 2.589,15 euro pro capite. Il Centro arriva a 20,504 miliardi, il 18,14%, con 1.751,74 euro a testa. Il Sud e Isole pesa per 21,362 miliardi, il 18,90%, ma scende a 1.081,24 euro per abitante. L’Umbria, con l’1,07% del totale nazionale, è dentro l’Italia che tiene, ma in quella che accumula di più. La regione guadagna due posti nella graduatoria nazionale, ma resta 16esima. Rispetto al vertice, la distanza è netta: Piemonte al 10,70%. L’Umbria non è in coda, ma non aggancia il passo dell’Italia più solida.
Umbria col fiato corto sui risparmi. Chi lavora in smart accantona di più
Le economie avanzate aumentano la possibilità concreta delle famiglie di trattenere reddito












