HomeUmbriaCronacaEconomia e sociale: luci & ombre. Persi 9 punti di Pil in quasi 20 anni. Ma l’Umbria tiene grazie alle famiglieRapporto Aur 2026: si produce meno ricchezza e ciò si riflette su stipendi e consumi che sono fermi. Cresce l’occupazione arrivata nel 2025 a 377.800 unità. Resta il nodo della bassa produttività.Il Pil regionale resta inferiore di circa l’8,6% rispetto ai livelli del 2007Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMeno abitanti, più turismo e una sfida chiamata innovazione. L’Umbria è una regione in trasformazione. A raccontarlo è il nuovo Rapporto Economico e Sociale 2026 dell’Agenzia Umbria Ricerche presentato ieri a Palazzo Donini, che fotografa un territorio attraversato da difficoltà strutturali ma anche da segnali di vitalità e cambiamento.
Dal punto di vista economico, l’Umbria paga ancora le conseguenze delle grandi crisi degli ultimi anni. Il Pil regionale resta infatti inferiore di circa l’8,6% rispetto ai livelli del 2007, mentre a livello nazionale il saldo è leggermente positivo. Negli ultimi anni, però, la situazione è migliorata: l’economia umbra è tornata a crescere con ritmi vicini all’1% annuo, in linea con la media italiana. Uno dei problemi principali resta la produttività. In Umbria si produce meno ricchezza rispetto ad altre regioni e questo si riflette sugli stipendi e sui consumi delle famiglie, rimasti sostanzialmente fermi. Tuttavia il tessuto sociale regge grazie a una buona distribuzione dei redditi, alle pensioni e a un forte ruolo delle reti familiari. Il rapporto evidenzia infatti come il reddito disponibile medio delle famiglie umbre sia superiore alla media nazionale, segno di un equilibrio sociale ancora solido. Tra i dati più significativi figurano la crescita dell’occupazione, arrivata nel 2025 a 377.800 unità, con un aumento dell’1,3 per cento su base annua, e il rafforzamento della partecipazione femminile. Permangono tuttavia divari di genere, criticità salariali, forme contrattuali meno stabili e fenomeni di sovraistruzione.







