HomeUmbriaCronacaL’economia regionale rallenta. Industria e export col freno a mano . Turismo e costruzioni col segno piùPresentato a Perugia il Rapporto annuale della Banca d’Italia. "E’ un quadro in chiaroscuro quello che emerge. Debolezza sul fronte innovazione, scarso investimento in intelligenza artificiale" .La presentazione del Rapporto di Banca d’Italia per l’Umbria è presente la direttrice della filiale perugina Di BaiaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciPERUGIARallenta l’economia dell’Umbria, indebolita dall’andamento dell’industria e dall’incertezza che frena gli investimenti, ma mantiene comunque il segno più grazie a due locomotive: i lavori del Pnrr e il turismo. E’ un quadro in chiaroscuro quello che emerge dal rapporto annuale della Banca d’Italia sulla nostra regione, presentato da Maria Dolores Di Baia, responsabile della filiale di Perugia e dai curatori Daniele Marangoni e Andrea Colabella. Una regione dunque che sembra non agganciare il treno dell’innovazione. Secondo le stime basate sull’indicatore Iter, il PIL regionale è aumentato di circa lo 0,5%, in linea con la media nazionale ma con un’intensità inferiore rispetto all’anno precedente. Gli investimenti pubblici legati al PNRR hanno compensato la debolezza di industria e servizi e il lieve calo delle esportazioni. Tra gli aspetti negativi l’industria, specie l’automotive, lo scarso investimento in intelligenza artificiale e i dazi che frenano l’export verso gli Usa. Ed è proprio il contesto internazionale a pesare sul futuro. "Se guardiamo invece ai dati positivi - dicono Marangoni e Colabella – le presenze turistiche nel 2025 sono aumentate dell’8,5%, sfiorando gli 8 milioni con un + 16,3% di stranieri. Bene anche le costruzioni (+4%) e vola l’occupazione con un +1,3% e un tasso migliore di 6 punti della media nazionale. Anche se le retribuzioni crescono molto meno e il potere d’acquisto rallenta.
L’economia regionale rallenta. Industria e export col freno a mano . Turismo e costruzioni col segno più
Presentato a Perugia il Rapporto annuale della Banca d’Italia. "E’ un quadro in chiaroscuro quello che emerge. Debolezza sul fronte innovazione, scarso investimento in intelligenza artificiale" .






