Milano – "Sylvano Bussotti inventore di un linguaggio visivo e musicale unico: le sue partiture sono opere d’arte che chiedono al musicista di farsi performer", così studiosi e musicisti in coro. Senza dimenticare il rovescio della medaglia. È stato una figura tanto geniale quanto “scomoda”. Il suo parziale ridimensionamento o “accantonamento” nella seconda metà del Novecento, probabilmente si deve a una convergenza di fattori estetici, politici e caratteriali. E questo oggi rende Bussotti ancor più affascinante, un personaggio da riscoprire. A 5 anni dalla sua morte, ecco una maxi-iniziativa per rendergli omaggio: il progetto “Musica d’Arte”, che, attraverso mostre, recital e proiezioni, intende dare un contributo per ricordare l’uomo, il compositore, l’artista poliedrico (autore di opere, spettacoli, scenografie e costumi). Organizzatore di mostra e progetto – eventi dal 9 settembre all’11 ottobre in diversi luoghi, come Area Expo, Arena, Palazzo Marino e Amici del Loggione - è Paolo Fumagalli, violista di MDI Ensemble, in campo con e per l’associazione Musicadesso. In primo piano, subito, c’è la mostra “Bussotti inedito. L’universo liquido e la sponda milanese”, da mercoledì 9 fino alla Centrale dell’Acqua, ore 18,30, fino a lunedì 21. In questo colloquio, ne parla lo stesso curatore Fumagalli.