C’è chi percorre il sentiero che sale verso il rifugio Quintino Sella osservando i laghi Fiorenza e Chiaretto, ma la maggior parte degli escursionisti non riesce a staccare lo sguardo dalla parete Est del Monviso.Sono trascorsi quattro giorni dalla grande frana di martedì, e le cicatrici del passaggio di massi e rocce sono nitide lungo i canaloni che scendono accanto al Torrione Saint Robert e ai Sucai, e nei ghiaioni alla base della parete.

Il sentiero che sale al Sella è sicuro e frequentato da centinaia di escursionisti. Ma anche a quattro giorni dalla frana prosegue il rumore sordo di continue scariche di pietre mentre le nuvole di polvere sollevate dallo scivolamento del materiale a valle si levano per centinaia di metri in cielo, sollevate dal vento.

Nuova frana sul Monviso, proseguono le scariche sul versante Est

Un gruppo di escursionisti tedeschi si ferma più volte a osservare lo spettacolo, legge con attenzione i cartelli che indicano quali tratti di sentiero non possono essere percorsi. Una coppia in arrivo da Firenze racconta: «Per noi è la prima volta sulle montagne cuneesi. Non ci aspettavamo un paesaggio così bello. L’altro giorno eravamo a Crissolo quando c’è stata la frana, è stata impressionante, e anche oggi la montagna ci mostra la sua grandezza e fragilità».