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Nell’ultima settimana lungo la parete nordest del Monviso, la montagna più alta della provincia di Cuneo e una delle più conosciute delle Alpi occidentali, sono stati registrati diversi episodi di frane o distacchi di pietre, provocati presumibilmente dagli effetti del caldo degli scorsi mesi su un massiccio già attraversato da numerose faglie e fratture, e quindi predisposto a crolli e cedimenti. Nessuna persona è stata coinvolta.

La frana più grande è avvenuta il primo settembre intorno alle 20, da una zona a monte del Torrione Saint Robert, una struttura rocciosa sulla cresta est. Il materiale franato, qualche migliaio di metri cubi di rocce di piccole e medie dimensioni, è precipitato insieme ad alcuni massi più grandi per circa mille metri nel ripido canalone roccioso che si sviluppa lungo la parete, non molto lontano dal rifugio Quintino Sella, frequentato da decine e decine di persone ogni giorno d’estate. Essendo una sera infrasettimanale non passava nessuno, ma la nube formata dalla frana è stata impressionante.

Le nubi di polvere continuano ancora in questi giorni: ci sono stati infatti altri distacchi lungo il versante nordest, anche se di minore entità rispetto a quello del primo settembre. ARPA, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, ha detto che queste scariche di pietra dureranno probabilmente ancora a lungo, come avvenuto per altri episodi simili in passato. Questo settore della parete era infatti stato già coinvolto in altre frane e la più simile, in termini di volume e di dinamica, era avvenuta l’otto settembre del 2023, dopo un’altra estate particolarmente calda.