Pubblicato il: 05/09/2026 – 18:57
Per quasi vent’anni, secondo l’accusa, avrebbe rappresentato uno dei punti di riferimento della ‘ndrangheta calabrese in Svizzera. Un ruolo costruito lontano dalla Calabria, ma funzionale agli interessi di una cosca originaria del Vibonese. È iniziato al Tribunale penale federale di Bellinzona il processo a carico di un italiano di 59 anni, residente nel Canton Argovia, ritenuto dagli inquirenti vicino agli Anello-Fruci di Filadelfia, nel Vibonese.Il dibattimento, cominciato lunedì 31 agosto, proseguirà almeno fino all’11 settembre. L’imputato deve rispondere di accuse legate alla sua presunta partecipazione alle attività della cosca tra il 2001 e il luglio 2020. Secondo il Ministero pubblico della Confederazione, non sarebbe stato una figura marginale, ma un interlocutore utilizzato per consolidare la presenza dell’organizzazione criminale sul territorio elvetico e svilupparne gli interessi economici e logistici.La vicenda si inserisce nel più ampio procedimento nato dall’operazione “Imponimento”, l’inchiesta che nel luglio 2020 portò a oltre settanta arresti tra Italia e Svizzera e mise in luce l’estensione internazionale della cosca Anello-Fruci. Le indagini hanno delineato una struttura capace di muoversi su entrambi i versanti delle Alpi, mantenendo in Calabria il proprio centro di riferimento e utilizzando la Svizzera come luogo privilegiato per alimentare affari, relazioni e disponibilità finanziarie.











