HomeMonza BrianzaCronacaFrode all’ombra della ’ndrangheta. False fatture per cinquanta milioniAlla sbarra 29 persone, sotto accusa un sistema che avrebbe ’drogato’ il settore dei servizi alle imprese. Tra gli imputati anche due fratelli della famiglia Giacobbe e un ex dirigente della Candy di Brugherio.Ieri l’udienza preliminare davanti al giudice del tribunale di Monza Andrea Guadagnino Si torna in aula il 10 ottobreRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciUn’ingegnosa frode fiscale nel settore dei servizi alle imprese per un giro di false fatturazioni da 50 milioni con 29 imputati, tra cui due fratelli della presunta famiglia di ‘ndrangheta Giacobbe, legata alla cosca dei Piromalli di Gioia Tauro e ritenuta a capo del “locale” di Agrate-Pessano con Bornago, già detenuti per associazione di stampo mafioso, e un ex dirigente della ignara Candy di Brugherio che si sarebbe prestato al presunto business illecito.
L’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Monza, è sfociata ieri nell’udienza preliminare davanti al giudice del tribunale di Monza, Andrea Guadagnino, dove dal pm monzese Carlo Cinque è contestata anche l’associazione a delinquere. Una quindicina di imputati hanno chiesto di essere processati con il rito abbreviato. L’ex dirigente aziendale, accusato di corruzione tra privati, ha chiesto di accedere alla messa alla prova, così come molti altri imputati minori che devono rispondere di avere fatto da prestanomi per la rete di imprese più o meno reali che avrebbe “drogato” il mercato del settore dei servizi all’impresa a colpi di fatture false o di avere messo il proprio nome a disposizione della banda per il trasferimento delle somme su conti correnti con il contestuale prelievo del denaro, poi “restituito” in contanti ai presunti ideatori della frode.








