La guerra si sta normalizzando ed è diventata l’orizzonte permanente dello scenario politico mondiale.

La corsa agli armamenti da un lato, con una spesa complessiva di 418 miliardi di dollari solo nella Ue, e il ripristino della leva militare, sia pure volontaria come hanno fatto Francia e Germania e come vorrebbe fare il governo Meloni, dall’altro sono realtà con le quali facciamo i conti ogni giorno anche in Italia.

L’appello a non accettare questa visione dei conflitti armati, ben 65 nel 2025 quelli in corso, come inevitabili e anzi necessari arriva ancora una volta da Emergency che nel corso del suo Festival annuale, in corso a Reggio Emilia sino ad oggi, ha annunciato una legge di iniziativa popolare per il diritto all’obiezione di coscienza dal titolo “Io obietto la guerra” per garantire a tutti i cittadini la possibilità di rifiutarsi di prestare il proprio corpo, il proprio lavoro e il proprio tempo alla guerra.

L’iniziativa rientra nella campagna R1PUD1A (con il numero 1 al posto delle “i” a ricordare il riferimento all’articolo 11 della Costituzione) che da novembre 2024 ha raccolto l’adesione di oltre 250mila persone, 650 Comuni e 1500 scuole.

Con R1PUD1A Emergency ha chiesto al governo di sospendere la collaborazione militare con Israele e ha promosso e partecipato ad iniziative contro il riarmo.