«A volte ci lasciamo distrarre dall’idea della robotizzazione della guerra. Ma la guerra continua ad avere bisogno dei nostri corpi, del nostro consenso e del nostro lavoro, per esistere», ha detto Simonetta Gola, direttrice della comunicazione di Emergency, per ricordare il peso che hanno le azioni umane e la responsabilità che ogni scelta porta con sé: «Il ritorno al servizio militare è al centro anche del dibattito europeo: oggi dieci paesi dell’Ue hanno una forma di coscrizione obbligatoria e quattro l’hanno reintrodotta negli ultimi anni. A questo si accompagna l’aumento della spesa per la difesa dei Ventisette, che secondo l’European Defence Agency dovrebbe raggiungere i 454 miliardi di euro nel 2026».
Mediterraneo rosso sangue, in mare si continua a morire
La fitta folla di persone che si era raggruppata attorno al palco in viale Allegri 8, nonostante il caldo di Reggio Emilia, ascoltava assorta. Come ogni anno dal 2021, anche questa volta l’ong fondata da Gino Strada ha organizzato nella città emiliana il suo festival diffuso: giornalisti, attivisti, intellettuali chiamati a discutere con i cittadini sul significato del coraggio.
Tra gli incontri del 5 settembre, “L’obiezione alla guerra è un diritto” è stato quello in cui Gola ha annunciato, insieme con i giuristi Alessandra Algostino, Veronica Dini e Domenico Gallo, la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra”, per garantire a tutte le cittadine e i cittadini il diritto all’obiezione di coscienza non solo alla leva militare. Ma, appunto, alla guerra nel suo complesso.









