Vietare le collaborazioni tra scuole, università e industria militare, creare organismi indipendenti che controllino accordi e partnership e garantire a studenti, docenti e ricercatori il diritto all’obiezione di coscienza. Sono i tre punti centrali della petizione popolare lanciata dalla campagna “La Conoscenza Non Marcia”, che punta a portare alla Camera una proposta di intervento legislativo per separare il sistema dell’istruzione e della ricerca dalla crescente integrazione con il settore della Difesa. A chiederlo, nel corso di una manifestazione davanti a Montecitorio a Roma, sono stati Usb, Cambiare Rotta, Osa e l’Osservatorio contro la militarizzazione della scuola e dell’università.

Stop alle collaborazioni con il comparto militare

Il primo obiettivo della raccolta firme, che dovrebbe partire da metà settembre, è il più radicale: vietare per legge le collaborazioni tra istituzioni scolastiche e accademiche e quello che i promotori definiscono “complesso militare-industriale”. Nel mirino c’è un vasto menù di cose che da anni accadono: progetti di ricerca e didattica con aziende produttrici di armamenti, partnership e finanziamenti, master e corsi universitari realizzati insieme alle Forze armate, attività di orientamento ma anche stage, Pcto, visite nelle basi militari e iniziative educative affidate a militari o forze dell’ordine.