Mentre l’Europa investe nel riarmo di fronte alle tensioni tra Nato e Russia, la Rete Pace e Disarmo propone un modello basato sulla diplomazia e sui Corpi civili di Pace, raccogliendo l’eredità di Alexander Langer. L’intervista a Mao Valpiana e l’appello per la raccolta firme in scadenza il 15 settembre.

Intervista a Mao Valpiana

Rete Italiana Pace e Disarmo

Mentre l’Europa spinge sul riarmo e il rischio di un incidente diretto tra Nato e Russia si fa sempre più concreto tra droni sospetti e operazioni ibride, la risposta alle crisi internazionali non passa necessariamente dall'aumento dei missili e dall'acquisto di nuovi caccia e carri armati.

Al contrario, esiste un’alternativa che punta a cambiare dalle fondamenta il concetto di sicurezza: la proposta di legge di iniziativa popolare per l'istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta. Promossa dalla campagna "Un’altra difesa è possibile", l'iniziativa intende dare piena attuazione agli articoli 11 e 52 della Costituzione, unificando Servizio Civile, Protezione Civile e Corpi Civili di Pace sotto una strategia orientata alla prevenzione dei conflitti, alla diplomazia dal basso e alla riconversione delle risorse militari in investimenti sociali e ambientali. Con la scadenza del 15 settembre ormai imminente per raggiungere le 50mila firme necessarie, Fanpage.it ha intervistato Mao Valpiana, membro della Rete Italiana Pace e Disarmo, che ha analizzato e spiegato per noi un progetto che raccoglie e rilancia la storica visione dell'ambientalista e pacifista Alexander Langer.