L’ombra della crisi di Volkswagen si allunga sull’Italia, con le nubi che si addensano sulla Motor Valley. Il piano di tagli deciso dal gruppo automobilistico tedesco rischia di avere ripercussioni su Ducati e Lamborghini, entrambe controllate dalla casa costruttrice di Wolfsburg. L’ufficializzazione della cura dimagrante non è un fulmine a ciel sereno, ma definisce la possibilità che Vw decida di disfarsi innanzitutto di Ducati, nelle mani di Audi.
A Borgo Panigale, sede centrale dell’azienda produttrice di moto, la notizia è arrivata nel giorno in cui si festeggiava il centenario. L’amministrazione delegato Stefano Domenicali è apparso piuttosto tranquillo e ha ricordato che Ducati è “sana” e vive “il miglior momento” della sua storia. Resta però la decisione di Volkswagen: per contrastare la crisi, i tedeschi hanno deciso di mettere in discussione circa un terzo delle proprie partecipazioni. E tra queste c’è anche Ducati, un miliardo di fatturato e oltre 2mila dipendenti.
La presenza del marchio italiano tra le 750 partecipazioni coinvolte nel piano – non si sa ancora se in “vendita” o in “diluizione” – ha allertato il governo. Sabato mattina il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha spiegato di essersi confronto con Domenicali “concordando un percorso che possa consentirci di salvaguardare un’azienda così importante, simbolo del Made in Italy, di cui tutti siamo orgogliosi”.
















