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Andrea Rinaldi

L’ipotesi dopo il taglio di 100mila posti di lavoro e la chiusura di 4 stabilimenti. Lo spin-off dei pick-up Scout

Nuove operazioni straordinarie all’orizzonte per il risanamento di Volkswagen, che potrebbero passare anche dalla vendita dei gioielli della Motor Valley emiliana, ovvero Ducati e Lamborghini. Il motore del gruppo tedesco è infatti in panne da tempo, ingolfato dai dazi di Donald Trump (4 miliardi l’anno), da costi di ristrutturazione sempre più alti e da concorrenti cinesi che gli contendono il mercato a suon di vetture di design e da prezzi più abbordabili mentre le consegne di Vw arretrano, soprattutto in Cina e Nord America. Il risultato è un utile 2025 quasi dimezzato a 6,9 miliardi e una depressione del titolo di oltre il 20% in un anno a 71,70 euro, con il debito lievitato a 196 miliardi. Ecco allora che la cura da cavallo del ceo Oliver Blume ha cominciato a manifestarsi con decisioni drastiche. Prima la notizia, filtrata, di un taglio di 100mila posti di lavoro sui 625mila totali, il doppio di quelli annunciati a marzo dal top manager e quasi quanti i residenti di Wolfsburg, culla del carmaker tedesco. A questo seguirebbe la chiusura di quattro impianti in Germania, quelli di Hannover, Zwickau ed Emden e quello Audi di Neckarsulm mentre gli investimenti verrebbero ridotti del 15% per portare la spesa complessiva a poco più di 130 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Tutti temi oggetto di discussione e decisione da parte degli organi sociali, si è affrettata a precisare Volkswagen, che intanto ha fatto cassa vendendo a Bain Capital il 51% dei motori marini di Everllence, un’operazione destinata a fruttare 7,4 miliardi di euro di nuovi ricavi e a rivalutare la divisione circa 10 miliardi di euro.