Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl sistema elettorale è la matrice con cui una democrazia si riproduce nel tempo, affidando ai cittadini-elettori il diritto e il dovere di rigenerarla. Benché il sistema elettorale non sia stato inserito nella Costituzione, come aveva proposto Costantino Mortati nella Commissione dei 75, esso ha funzionato per anni come istituzione stabile e intoccabile, regolata dalla Legge n. 1058 del 7 ottobre 1947 e dalle successive per le elezioni alla Camera e al Senato.

Fu sostituita dal Mattarellum: Legge n. 276 del 4 agosto 1993 per il Senato e Legge n. 277 del 4 agosto per la Camera. Il 75% dei seggi era eletto in Collegi unici uninominali, il 25% riservato a quote proporzionali di partito. Il nuovo sistema avrebbe dovuto eliminare gli inconvenienti delle preferenze e favorire la formazione di governi stabili e forti. Non accadde: dal 1996 al 2001 tre governi. La missione era impossibile: perché la Costituzione del ’48 non prevede un governo forte e lascia ai partiti il dominio sulle istituzioni. L’ultima istituzione a cadere sotto il dominio dei partiti fu il sistema elettorale. Accadde con la Legge n. 270 del 21 dicembre 2005, denominata “Porcellum” (nel nome, un programma!) dal suo stesso ideatore Roberto Calderoli: sistema proporzionale, liste bloccate e premio di maggioranza. Sono passati 21 anni, sono arrivati l’Italicum (mai applicato) e il Rosatellum, ma la sostanza del problema è sempre la stessa: il governo-istituzione è debole, si tenta di rafforzarlo con la Legge elettorale, mentre maggioranze e opposizioni di turno si scambiano ogni volta le accuse di deficit democratico.