Il nuovo documento della Commissione teologica internazionale ridefinisce il degrado ambientale come colpa morale
@Angela Benito (Unsplash)
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Dati allarmanti e l’impatto sui più deboliIl peccato contro il CreatoUna conversione culturale ed economica
La Chiesa cattolica chiama il danno ambientale con il suo nome teologico: peccato. Lo stabilisce il documento “Prendersi cura della nostra Casa comune: risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario“, elaborato dalla Commissione teologica internazionale (CTI) e approvato a maggioranza dai suoi membri lo scorso 23 luglio al termine di un lavoro d’analisi svolto tra il 2022 e il 2025: la tutela dell’ambiente diventa un imperativo teologico, e il suo degrado un vero e proprio “peccato contro il Creato e contro il Creatore”. Il cardinale Víctor Manuel Fernández, presidente della Commissione e prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha presentato il testo a Papa Leone XIV il 28 luglio e ne ha autorizzato la pubblicazione il 21 agosto, avvenuta poi il 2 settembre.










