L’ambientalismo contemporaneo parla necessariamente il linguaggio dell’urgenza, il 2030, il 2050, gli scenari climatici, il tempo che rimane per intervenire. Dentro questo tempo quantitativo la Chiesa ribadisce invece la dimensione dell’Eterno, la persistenza di una riflessione che contempla il sacro. Alla scienza e all’ambientalismo la teologia aggiunge una terza via, più antica, che rimanda all’origine del mondo
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