Viviamo un tempo in cui la parola “sostenibilità” è diventata centrale nelle agende politiche, nei progetti economici e nella sensibilità delle nuove generazioni. Ma dietro questo termine si cela una sfida ben più profonda: quella di ridefinire il nostro rapporto con la terra, con gli altri e con Dio. Non si tratta solo di cambiare comportamenti e abitudini, ma di avviare una vera conversione culturale e spirituale. Giubileo che tocca la trasformazione degli atteggiamenti umani.
La crisi ambientale non è un’ipotesi lontana: è realtà. I dati ci interpellano con forza. Secondo il Global Footprint Network, stiamo consumando le risorse naturali del pianeta 1,75 volte più velocemente di quanto la Terra sia in grado di rigenerarle.
Ma la crisi climatica è anche una crisi sociale. È uno dei grandi meriti di Papa Francesco aver fatto luce su questo. E Papa Leone ne riprende i contenuti rilanciandoli. Nella Laudato sì afferma che l’ambiente umano e l’ambiente naturale si degradano insieme: «La cultura ecologica non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle risorse naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico».







