Pubblicato il testo della Commissione teologica internazionale. Per i teologi l'emergenza climatica non è una questione estranea alla fede cristiana

La crisi climatica non è una questione estranea alla fede cristiana. Al contrario, secondo la Commissione teologica internazionale (CTI), il rapporto dell’uomo con l’ambiente costituisce una dimensione essenziale del rapporto con Dio. E proprio perché l’essere umano ha una responsabilità nel progressivo deterioramento del pianeta, i teologi vaticani propongono di parlare di «peccato contro il creato e contro il Creatore». Un peccato che, sottolineano, ha conseguenze concrete e drammatiche, fino a provocare «tanti morti». È ciò che si legge nel nuovo documento della CTI, intitolato “Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario“.

La riflessione della Chiesa: l’ecologia è parte integrante della fede

Il documento dell’organismo consultivo della Santa Sede, composto da teologi provenienti da tutto il mondo, è frutto di un lavoro sviluppato tra il 2022 e il 2025, è stato «portato alla considerazione del Santo Padre Leone XIV» il 28 luglio 2026 e approvato dal cardinale Victor Manuel Fernández, prefetto dell’ex Sant’Uffizio. Per la Commissione, non è possibile separare la fede dal modo in cui l’uomo si rapporta al mondo naturale. «Non ci relazioniamo con il Dio uno e trino solo nella liturgia, nella preghiera o nel rapporto con il prossimo», si legge nel testo.