Dalla contemplazione della natura deve nascere una responsabilità concreta, personale e collettiva. È il richiamo di Papa Leone XIV durante la Messa per la Custodia della Creazione, celebrata oggi al Borgo Laudato si’ di Castel Gandolfo in occasione della Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato e dell'apertura del Tempo del Creato.
Il Pontefice ha invitato a riconoscere nel mondo naturale non soltanto un bene da preservare, ma un dono che chiama ogni persona a rivedere comportamenti e responsabilità. Dalla consapevolezza delle proprie mancanze, ha sottolineato, può nascere un impegno rinnovato per ricostruire le relazioni tra gli esseri umani e il Creato secondo il disegno del suo Artefice.
Nel suo messaggio per l’XI Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato, Leone XIV mette in relazione la crisi ambientale con quella della pace. Il tema scelto per quest’anno è tratto dal profeta Isaia: «Forgeranno le loro spade in vomeri e le loro lance in falci». L’immagine biblica diventa così un invito a trasformare ciò che oggi viene utilizzato per distruggere in strumenti capaci di sostenere la vita.
Il Papa osserva che guerre e degrado ambientale non sono fenomeni separati. I conflitti provocano vittime, sfollamenti e distruzione delle comunità, ma lasciano anche conseguenze profonde sugli ecosistemi, contaminando risorse fondamentali come acqua e aria e aggravando povertà, disuguaglianze e insicurezza alimentare. Per questo, secondo Leone XIV, la cura della Terra e la costruzione della pace devono procedere insieme.











