La Commissione Teologica internazionale (CTI) ha pubblicato il documento “Prendersi cura della nostra Casa comune – Risposta responsabile e fraterna al Dio trinitario” che vuole rispondere, , in ottica cristiana, a quella che viuene definita la «Crisi ecologica e sociale, miope e suicida in cui è caduta l’umanità». il testo, autorizzato da Papa Leone XIV, è frutto di riflessioni svoltesi tra il 2022 e il 2025 e parte, come riassume Vatican News, dalla «Triplice mutazione che ha portato, negli anni, a perdere la spontanea percezione della natura come creazione di Dio; all’affermarsi di una visione sempre più antropocentrica e predatrice nel rapporto tra uomo e Creato; e al dilagare di una crisi planetaria».
Riprendendo un vecchio slogan ambientalista (il mondo è tutto attaccato) la CTI dice che tutto è connesso. Il primo dei tre capitoli, “La Casa comune, opera del Dio trinitario” sottolinea «L’impronta non solo divina, ma anche trinitaria» nel Creato, e la illustra attraverso l’insegnamento di 4 Santi Dottori della Chiesa: Agostino di Ippona, Ildegarda di Bingen, Bonaventura da Bagnoregio e Tommaso d’Aquino. Vatican News scrive che «Questa impronta trinitaria ha i tratti della sacramentalità – cioè è segno di “una realtà sacra e nascosta” che trova la sua “massima elevazione” nell’Eucaristia – e dell’interrelazione, poiché l’essere umano risponde alla sua vocazione dispiegando correttamente le relazioni con Dio, con gli altri e con il Creato. Ciò significa, evidenzia la CTI, praticare “la gratuità filiale nei confronti di Dio”; “la solidarietà e la misericordia verso il prossimo”; e “la cura della Casa comune”». Per il documento è una questione di equilibrio: «Niente e nessuno è una monade. Tutto è interrelazionato, per formare un’unica comunità di vita».










