Intervista La storica e docente di Havard racconta la genesi del suo saggio narrativo «Il sacco di Ashley» (in Italia con Iperborea). L'autrice sarà domenica al Festival della Mente di Sarzana. «Dobbiamo ricordare che gli archivi non tradizionali, come le soffitte di famiglia, le collezioni di libri di cucina, i diari di giardinaggio, i registri delle chiese locali e delle organizzazioni comunitarie, sono luoghi meravigliosi per indagare le storie femminili»Il sacco di Ashley, metà del XIX secoloArianna Di GenovaUna giornalista che va sempre di corsa. Si ferma solo per mangiare (ha fame molte volte al giorno), guardare un quadro di Matisse, sedersi in aeroporto prima di andare altrove. E’ una critica d’arte ma spesso scrive per i lettori più intelligenti, quelli piccoli.
Una giornalista che va sempre di corsa. Si ferma solo per mangiare (ha fame molte volte al giorno), guardare un quadro di Matisse, sedersi in aeroporto prima di andare altrove. E’ una critica d’arte ma spesso scrive per i lettori più intelligenti, quelli piccoli.
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