«L’introduzione dell’intelligenza artificiale è un cambiamento sociale, psicologico e cognitivo fondamentale, come l’invenzione della scrittura. A questo punto dobbiamo riflettere su come funziona e su come il sistema educativo può sfruttare questa possibilità». A sostenerlo è il professor Derrick de Kerckhove, sociologo di fama internazionale, esperto di cultura digitale, allievo e collaboratore di Marshall McLuhan, il noto studioso canadese pioniere della comunicazione di massa. L’intervento Il professore ieri è intervenuto alla cerimonia di apertura della sesta edizione della Ren (Reserch Education Network International Conference), che si è tenuta a Napoli, nella Sala dei Baroni del Maschio Angioino, organizzata dal Case (Center for Advanced Study in Education), Dipartimento di Scienze dell’educazione e dello sport dell’Università Pegaso. «Lavorando su questo argomento - ha spiegato de Kerckhove - ho capito che, quando chiedo qualcosa all’IA, la risposta deriva anche dal modo in cui viene posta la domanda, che contribuisce alla formazione della risposta. Cioè, l’intercontestualità tra macchina e uomo crea una situazione intermedia e, tra la domanda e la risposta, vi è un intervallo pieno di possibilità, così come accade nella fisica quantistica. Se l’insegnante comprende il funzionamento di questo dialogo, cambia il suo sistema di insegnare». E proprio l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei contesti educativi e la contemporanea salvaguardia del valore umano sono stati i temi al centro della Ren, che si chiuderà domani ad Ischia, e che rappresenta uno degli eventi più importanti del panorama nazionale per quel che riguarda i temi della ricerca educativa: una tre giorni che ha l’obiettivo di creare uno spazio di confronto strategico e indipendente sull’argomento.