Partenza a rilento e luci e ombre sulla riforma della filiera tecnico-professionale che introduce il modello di studi “4+2”. A scegliere il nuovo percorso quadriennale collegato agli ITS Academy è “ancora un numero limitato di studenti, l’1,9% dei neo-iscritti alle scuole superiori”. Il dato emerge in modo netto dal nuovo dossier pubblicato da Save the Children, intitolato “Attraversamenti. La formazione tecnica e professionale: tra percorsi di riforma, equità e orientamento”, che traccia un primo bilancio analitico sull’impatto della sperimentazione promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.
I numeri della sperimentazione e l’espansione al Sud
L’analisi dell’organizzazione mette in luce l’evoluzione quantitativa dei corsi e la loro distribuzione geografica sul territorio nazionale nel corso del triennio. Il report evidenzia come nei primi due anni di sperimentazione (2024/25 e 2025/26), il ministero dell’Istruzione e del Merito “ha autorizzato 628 percorsi quadriennali di istruzione tecnica e professionale, ma ne sono stati avviati solo 442 in 307 scuole, con una concentrazione maggiore al Sud e nelle Isole. A marzo 2026 il ministero ha autorizzato 532 nuovi percorsi quadriennali per l’offerta 2026/27, con il coinvolgimento di oltre 700 istituzioni scolastiche, circa 400 delle quali entrano nella filiera per la prima volta. L’avvio di questo anno scolastico (2026/27) registra 10.532 iscrizioni online ai percorsi quadriennali, circa 5 mila in più in più rispetto al precedente”. Un incremento sostenuto da una precisa scelta politica dell’esecutivo, che nei primi due anni di attuazione “ha ampliato l’offerta, soprattutto di percorsi di istruzione tecnica al Sud e nelle Isole”.










