La scelta di rendere “ordinamentale”, dal 2026/27, la nuova filiera tecnica 4+2 è «coraggiosa, e di visione»; adesso occorre completare il percorso riformista, con almeno tre mosse. Primo: visto il forte aumento di iscritti è necessario aumentare i fondi nazionali, a cominciare dagli Its Academy, cioè il +2 del nuovo percorso formativo, che segue i primi 4 anni negli istituti tecnici e professionali.
Secondo: occorre rendere operativa la struttura tecnica ministeriale di supporto alla nuova filiera, fondamentale per dare “testa” e “qualità”, ma soprattutto diffusione al progetto. Terzo: serve coinvolgere, davvero, tutto il mondo dell’Istruzione e della formazione professionale di competenza regionale, magari già per la prossima maturità.
Per Confindustria insomma, audita nei giorni scorsi in commissione Istruzione del Senato sul Dl Scuola, il consolidamento del dialogo tra istruzione e lavoro, che sta portando avanti, con coraggio, il ministro Giuseppe Valditara, e il cambio del nome dei Pcto in “formazione scuola-lavoro”, una scelta terminologica che ha un forte valore culturale perché restituisce dignità educativa al lavoro e integra sapere e saper fare, è «la strada giusta», e riguarda, non solo ragazzi, scuole e imprese, ma «tutto il Paese».






