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«Il woke 1.0 è stata una follia». Da settimane negli Stati Uniti il dibattito politico è occupato dalle riflessioni stimolate dentro e fuori dal Partito Democratico da questa battuta pronunciata dalla più influente deputata della sinistra americana, Alexandria Ocasio-Cortez. È una frase estrapolata da una sua lunga intervista su ABC del 9 agosto, poi ripresa da molti siti e giornali, non solo americani. Le era stato chiesto di alcune posizioni radicali e impopolari assunte e difese negli ultimi anni dai progressisti, su spinta della corrente di sinistra del partito.

La risonanza delle parole di Ocasio-Cortez e del suo parziale ripensamento è abbastanza comprensibile. Intorno alla parola woke e ai diversi concetti a cui rimanda si è concentrata per anni una parte consistente delle idee, delle azioni e dei messaggi politici, quantomeno i più rumorosi ed eclatanti, della sinistra americana. E si sono concentrate di conseguenza anche le critiche, da destra ma anche dall’ala liberal e moderata dei Democratici, perché diverse proposte promosse con quell’approccio si sono poi dimostrate irrealizzabili o dannose, come quella di togliere i finanziamenti alla polizia o di abolirla del tutto.