Sullo stesso argomento:

a

Ah, che spettacolo. Che un pezzo del cuore di Roberto Vannacci possa battere per Mosca è abbastanza immaginabile. E se non è così, l’interessato fa davvero pochino per convincercene. Vale per lui e per un bel po’ di altri protagonisti e comparse della scena politica e mediatica italiana. Finirà che, prima o poi, toccherà a Maria Zakharova in persona alzare il telefono e sussurrare: «Compagni, non esagerate con lo zelo. Lasciate fare a noi il lavoro sporco». Detto questo, la levata di scudi antivannacciana degli ultimi giorni ha due buchi neri che la rendono ottusa e controproducente. Primo. Se la contestazione della linea filorussa viene condotta con le consuete modalità isteriche, fobiche, ossessive - il solito kit da inquisizione laica, con etichette già pronte e moralismo da collegio - finirà per trasformarsi in un altro regalo per Vannacci. Lui, che di mestiere sa mettere in burla l’avversario, deriderà i suoi contestatori e ne farà un’altra occasione di propaganda. Esattamente come accade ogni volta che la sinistra scambia l’indignazione per un argomento efficace. Oplà: il generale ne esce più forte.

Futuro Nazionale, aperta indagine sui militari membri del partito