Poco dopo le 10 di mattina del 5 settembre 1944, una pattuglia di soldati americani, comandata da un giovane ufficiale, entra a Lucca, passando da Porta San Pietro. La città, già liberata nella notte dai partigiani, accoglie festosamente i militari del Combat Team della 92esima Divisione "Buffalo", composta da 4mila uomini, in gran parte afroamericani degli Stati del sud. La memoria di quei giorni passa – tra le altre - attraverso le pagine dei libri del docente e ricercatore Emmanuel Pesi, collaboratore dell’Istituto storico della resistenza e dell’età contemporanea in provincia di Lucca.

Come arrivò Lucca all’inizio di settembre del 1944 e quali furono i momenti decisivi delle ultime ore prima della Liberazione?

"Con il secondo conflitto mondiale cambia definitivamente la natura della guerra. La popolazione civile è pienamente coinvolta e spesso diventa un obiettivo da colpire. Basti pensare alle stragi di civili compiute da nazisti e fascisti che hanno insanguinato la nostra Provincia. Anche in città la popolazione vive momenti terribili e grandi sofferenze: dopo la liberazione per lungo tempo la preoccupazione principale è l’alimentazione".

Come riuscì la popolazione a rialzarsi? Che ruolo ebbe, in questo, la collaborazione tra formazioni partigiane, autorità civili e istituzioni religiose?